Addominali senza addominali

addome e addominali

addome e addominali

In palestra, così come nella pratica di moltissimi altri sport, vige la teoria del “più è meglio”. Dagli albori dei tempi questa idea si è radicata nella nostra mentalità, questo dovuto al fatto che nella maggior parte dei casi è una logica vincente. Ad esempio studiare di più porterà una conoscenza dell’argomento più approfondita e completa, lavorare di più renderà il nostro obiettivo da raggiungere più vicino.

addome e addominali
addome e addominali

Questa idea dunque viene applicata anche in palestra.

Ogni giorno osservo persone impegnate nel macinare serie su serie di addominali, nel tentativo di potenziarli, di far emergere la cosiddetta “tartaruga”, oppure per avere una pancia piatta e tonica, convinti che eseguire un numero sempre maggiore di addominali li aiuterà ad ottenere gli obiettivi che sperano di raggiungere.

Ancora una volta, i principi di intensità, volume e frequenza ci vengono in aiuto. Eseguire addominali con molte serie e tutti i giorni non solo non darà uno stimolo intenso al muscolo interessato ma il continuo allenamento su questi muscoli ne limiterà fortemente il recupero.

L’addominale lavora costantemente durante il giorno nello stabilizzare il bacino quando siamo in posizione eretta in sinergia con i muscoli lombari. Inoltre in molti esercizi frequentemente utilizzati in palestra come lo squat, lo stacco da terra, i tricipiti al cavo, i calf in piedi, affondi e molti altri è già pesantemente coinvolto proprio per evitare che il bacino si muova durante l’esecuzione del movimento.

Molti dei ragazzi che seguo infatti, dopo aver eseguito degli squat pesanti al cedimento, nei giorni successivi all’allenamento stesso percepiscono un indolenzimento anche al retto addominale e agli obliqui, oltre a glutei e quadricipiti.

A coloro che invece eseguono migliaia di addominali ad ogni seduta nella speranza che la pancia magicamente scompaia consiglio invece di curare meglio la dieta. Infatti il grasso non si può trasformare in muscolo e viceversa. Dunque eseguendo addominali non cancellerete il pannicolo adiposo che circonda il muscolo.

A conferma di questa affermazione, riporterò brevemente la mia esperienza.

Ho giocato a calcio per 12 anni nel ruolo di portiere. Seguendo le routine convenzionali che venivano proposte per i portieri, eseguivo ad ogni allenamento centinaia di addominali. In 12 anni non ho mai visto nemmeno l’ombra dell’addome, visto che era ricoperto da  qualche centimetro di adipe che non riuscivo a smaltire.

Dopo aver lasciato il calcio, mi sono dedicato esclusivamente al  natural body building e alle tecniche H.I.T. Regolando la mia alimentazione, sono riuscito ad ottenere addominali scolpiti allenandoli con una serie al cedimento ogni 15 giorni. Potrà sembrare assurdo a molti, ma la componente principale per un addome squartato è proprio la dieta. Senza un piano alimentare mirato al dimagrimento non riuscirete ad ottenere pancia piatta e addominali da sogno.

Consiglio dunque di allenare gli addominali proprio come fate per gli altri muscoli, ovvero con una serie tra 12 e 20 ripetizioni portata al momentaneo cedimento muscolare ed eseguita con le stesse cadenze con cui allenate gli altri gruppi muscolari. Non lasciatevi trascinare dalle mode ne dai luoghi comuni che vigono in palestra, molti di questi vi porteranno sulla cattiva strada e rallenteranno notevolmente il vostro sviluppo corporeo globale.

Spero con questo breve articolo di aver chiarito alcuni concetti che stanno alla base dell’allenamento per l’addome.

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