Allenamenti ad alta intensità (HIT) ed infortuni

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Allenamenti ad alta intensità (HIT) ed infortuni

E’ vero che gli allenamenti ad alta intensità danno un maggior tasso di infortunio?

Una delle tante leggende che troviamo in giro per Internet è che allenandosi al cedimento muscolare sia più facile infortunarsi, mai idiozia più grande fu sentenziata.

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Atleta infortunato

Prima di tutto quando ci si allena con metodiche HIT come l’Heavy Duty di Mike Mentzer, lo Zone Training di Brian Johnston o il Protocollo Ibrido HD/ZT di Enrico Dell’olio, la velocità dei movimenti delle singole ripetizioni è tale che il carico utilizzabile per raggiungere l’esaurimento muscolare ( nell’Heavy Duty e nel Protocollo Ibrido HD/ZT ) e la massima pressione idraulica nello Zone Training, non possa essere per definizione alto.

In effetti con queste tecniche di allenamento i carichi utilizzati sono circa il 65% di una R.M. ( ripetizione massimale ).

A questo punto chiedo: “ma com’è possibile farsi male con il 65% di una R.M. mosso in circa 9 secondi ( tempo medio di una ripetizione in Heavy Duty )?”.

La risposta che segue logicamente è: “impossibile”, e questo è ciò che registriamo da ormai 20 anni nella pratica nostra e su letteralmente migliaia di clienti: zero infortuni.

Gli infortuni sono invece frequenti nel Bodybuilding in versione HVT ( Alto Volume ), per il semplice motivo che l’enorme numero di serie ( rispetto alle tecniche HIT ) così come l’eccessiva Frequenza di allenamento, porta ad un logorio lento e costante sia delle articolazioni che di tendini e legamenti.

E’ comune infatti vedere borsiti in lavori ripetitivi come quello del dentista che per ore tutti i giorni tiene in mano il trapano ( assai leggero ) fino ad arrivare a sviluppare patologie, spesso croniche, a carico dell’articolazione della spalla.

Non parliamo poi delle fratture “spontanee” assai frequenti nei praticanti di attività aerobiche estreme come la maratona.

Nel video qui di seguito, realizzato alla HITA ( High Intensity Training Academy ) a cura di Enrico Dell’olio proviamo a chiarire ancora meglio questo importante tema di interesse comune.

http://youtube.com/watch?v=ckCvdiPzzBM

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