Boxe e alta intensità

Continuando la serie delle videointerviste, oggi volevamo parlare di Boxe presentanodvi Mattia Cappelletti, noto pugile amatoriale bresciano e professionista in Thailandia, dove gli anni passati ha riportato svariati successi personali.

Mattia è un amico personale di Enrico Dell’olio ed è letteralmente cresciuto a pane e Heavy Duty.

Il Bodybuilding da sempre è stato per lui una grande passione, portandolo anche a diventare Personal Trainer FIF, ma l’Alta Intensità è quello che lo ha affascinato fin dagli inizi e che gli ha sempre dato i migliori risultati.

Il problema per Mattia era, ed è sempre stato, conciliare continue corse, “necessarie” per il miglioramento della capacità aerobica/cardiovascolare, con ciò che aveva appreso dalla pratica del Bodybuilding in versione HIT.

Mattia si chiedeva se in uno sport non prettamente aerobico ( la Boxe non è la maratona ), fosse davvero necessario correre così tanto come gli veniva suggerito dai suoi vari preparatori atletici, oppure questo approccio non fosse addirittura dannoso per la prestazione finale.

La risposta naturalmente è la seconda, soprattutto se prendiamo in esame atleti che si allenano tutto l’anno e non professionisti che si allenano 4 mesi all’anno per un dato evento e poi non vedono più l’ombra di una palestra o di una dieta per il restante periodo di tempo.

In questa videointervista a cura di Lorenzo vieri per la HITA, Mattia ci racconta come si è allenato per gli ultimi incontri vinti e perché correre non solo non serve, ma può essere addirittura dannoso nella Boxe.

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