Cosa sappiamo della dieta dei primi uomini

Le prove fossili relative alla dieta dei primi ominidi a nostra disposizione ci riportano indietro fino ad un periodo di circa 2,4 milioni di anni fa ( Groves, 1999 ). Prove dell’avvento dell’agricoltura risalgono solo a circa 10/12.000 anni fa. Questo significa che per la maggior parte dell’esistenza umana i membri del nostro genere (

Condividi con gli amici:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Homo sapiens e dieta

Le prove fossili relative alla dieta dei primi ominidi a nostra disposizione ci riportano indietro fino ad un periodo di circa 2,4 milioni di anni fa ( Groves, 1999 ).

Prove dell’avvento dell’agricoltura risalgono solo a circa 10/12.000 anni fa.

Questo significa che per la maggior parte dell’esistenza umana i membri del nostro genere ( Homo ) e specie ( Homo sapiens ) vissero come cacciatori-raccoglitori, ossia, gente capace solo di utilizzare piante selvatiche e animali cacciati come cibi.

Dieta nei cacciatori-raccoglitori

Com’è cambiata la nostra dieta durante l’evoluzione della nostra specie

Molti tentativi sono stati fatti al fine di ricostruire le caratteristiche dell’apporto medio nutrizionale giornaliero in termini di macro e micronutrienti dei cacciatori-raccoglitori del paleolitico ( Eaton e Konner, 1985; Eaton et al, 1998; Cordain et al, 1999 ).

La logica dietro questi tentativi è di confermare la credenza che durante un periodo approssimativo di 2,4 milioni di anni di esistenza umana, la nostra biologia si sia, in qualche modo, adattata ad un certo tipo di “ dieta paleolitica”, e se scoperta e adottata oggi, possa essere in grado di prevenire la maggior parte delle malattie che consideriamo derivanti da alimentazioni non corrette: cardiopatie, alta pressione sanguigna, arteriosclerosi, diabete di tipo II, vari tipi di cancro, obesità, disordini alimentari e così via.

Tuttavia, dobbiamo considerare che questo tipo di approccio non sia scevro da tutta una serie di problemi più o meno gravi.

Il primo tra tutti è che gli antichi cacciatori-raccoglitori non avevano tutti la medesima dieta.

I dati derivanti dagli studi etnografici delle popolazioni di cacciatori-raccoglitori del diciannovesimo e ventesimo secolo, così come i documenti storici e archeologici, suggeriscono che gli antichi cacciatori-raccoglitori disponevano di una ricca varietà di alimenti a seconda della zona geografica dove risiedevano, quindi la loro alimentazione risultava essere molto differente da zona a zona (Smyth, 1878; Ho e collaboratori, 1972; Lee, 1979; Gould, 1980; Hayden, 1981; Kuhnlein e Turner, 1991; Milton, 2000 ).

In questo modo la stima dei quantitativi di nutrienti per “la dieta paleolitica” diviene essenzialmente speculativa, infatti, non sappiamo molto riguardo a quanti e quali cibi i cacciatori-raccoglitori del paleolitico consumassero negli ambienti dove vivevano durante l’avvicendarsi delle stagioni, sebbene sia probabile che alternassero periodi di relativa abbondanza di alimenti a periodi stagionali di relativa scarsità degli stessi.

Ancor di più dovremmo considerare il fatto che abbiamo a disposizione ben poche prove che ci confermino che le necessità nutrizionali umane o il sistema digestivo furono significativamente influenzati da queste diete durante la nostra evoluzione ( Milton e Demment, 1988; Milton, 1999/2000 ).

Ad oggi, siamo consapevoli solo di alcuni adattamenti alla dieta che ci hanno differenziato dai nostri parenti più prossimi, le grandi scimmie antropomorfe.

Questi adattamenti sono delle mutazioni come nel caso della sintesi dell’enzima lattasi negli adulti.

E’ significativo che tutte queste mutazioni siano apparse negli ultimi 12.000 anni, in coincidenza dell’avvento dell’agricoltura e dell’addomesticazione degli animali, quindi, non associabili alla ipotetica dieta paleolitica dei cacciatori-raccoglitori.

Gli alimenti hanno giocato sicuramente un ruolo molto importante nell’evoluzione umana, tuttavia in un modo differente rispetto a quello generalmente considerato.

Dieta ed evoluzione

La dieta durante la nostra evoluzione ha continuato a cambiare in relazione alla latitudine in cui vivevamo

Gli uomini hanno una storia evoluzionistica che parte molto da lontano, circa 30 milioni di anni fa come primati antropoidi.

Questo lunghissimo periodo ha direttamente influenzato la fisiologia del nostro sistema digestivo molto prima che gli uomini o esseri proto-umani apparissero sulla faccia della terra.

A causa di queste caratteristiche trasmesse durante i lunghi periodi evoluzionistici che ci hanno accompagnati, gli uomini ancestrali non furono liberi di mangiare qualsiasi cosa, la morfologia degli organi interni, la cinetica del passaggio degli alimenti, i denti, la grandezza del corpo, e molte altre caratteristiche determinarono i limiti dei tipi di alimenti sfruttabili.

Durante l’evoluzione del nostro genere sembra che gli uomini si siano progressivamente sempre più affidati alle capacità del cervello di elaborare strategie dietetiche adatte alla sopravvivenza, utilizzando innovazioni sociali e tecnologiche per rendere più sicuri gli alimenti prima della loro ingestione.

L’aumento delle dimensioni del cervello, così come l’elaborazione di comportamenti culturali necessari alla preparazione dei cibi, liberarono gli uomini dalla pressione selettiva derivante dalla dieta che negli altri animali viene risolta principalmente attraverso adattamenti genetici ( Milton e Demment, 1998; Milton, 2000 ).

E’ importante aver chiaro che è stato l’insieme dei tratti comportamentali messi in atto dagli uomini per migliorare la sicurezza e la qualità dei cibi piuttosto che semplicemente i cibi che probabilmente fecero di noi quello che siamo ( umani ).

Dati comparativi e sperimentali dimostrano che gli uomini moderni, lo scimpanzé comune, i gorilla e l’orangutan condividono un’infinità di similarità in relazione all’anatomia degli organi interni così come dei modelli di cinetica digestiva ( Milton, 1986, 1987; Milton e Demment, 1988; Canton, 1997; Milton, 1999 ).

Queste grandi affinità supportano l’ipotesi che le necessità nutrizionali umane, l’anatomia degli organi interni e della fisiologia in generale, furono influenzate solo minimamente dalla fase di cacciatori-raccoglitori.

Per questa ragione se gli uomini moderni deviano troppo dagli alimenti ancestrali e simultaneamente consumano alimenti non adatti ai loro modelli di cinetica digestiva, molto probabilmente ne soffriranno le conseguenze, molte delle quali appaiono evidenti nelle molte malattie metaboliche che affliggono le popolazioni dei paesi occidentali ( Milton, 2000 ).

Per maggiori informazioni sulla Time Line dei cambi dietetici durante la nostra evoluzione ti consiglio anche questo articolo.

Per maggiori approfondimenti consiglio inoltre i video qui di seguito:

 

 

 

Condividi con gli amici:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *