Intervista a Doug McGuff (seconda parte)

Intervista a Doug McGuff (seconda parte)

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La sicurezza degli allenamenti di forza per coloro con pressione arteriosa alta e problemi cardiocircolatori.

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D: E questo concetto mi porta alla domanda succesiva, che è la seguente: in passato a causa dell’ignoranza di coloro che hanno scritto opere sul metabolismo anaerobico e le produzioni di piruvato legate ad esso, e la sua relazione con il sistema aerobico, a molte persone che hanno avuto problemi di pressione alta o problemi cardiocircolatori è stato consigliato anche dai loro medici di non allenarsi con metodiche H.I.T.; ma tu non credi che sia un problema vero?

Leg PressGli allenamenti con sovraccarico sono più indicati rispetto ad allenamenti aerobici per chi soffre di problemi cardiovascolari

R: No, assolutamente. Penso che ora stiamo cominciando ad accumulare molti documenti scientifici che dicono proprio non sia il caso di preoccuparsi. Probabilmente i migliori testi letterari scientifici sono stati scritti da un autore chiamato Meyer, che era un membro dell’American Journal of Cardiology nel giugno 1999. In uno dei suoi studi egli ed il suo staff misero un sensore in una vena in pazienti che soffrivano di ipertensione e avevano avuto infarti per misurare i parametri emodinamici mentre la persona in questione stava eseguendo una serie di leg press in stile H.I.T. Quello che emerse era esattamente l’opposto di ciò che ognuno di noi pensava. Ciò che chiunque vi dirà è che la contrazione muscolare crea dei restringimenti nelle arterie periferiche che incrementano la resistenza vascolare periferica, ciò fa si che il cuore debba pompare sangue contro una maggiore resistenza  e a sua volta questo causa un innalzamento della pressione sanguigna che solleciterà in maniera gravosa il cuore. Ma se capisci davvero la fisiologia umana capirai che questa è una assunzione opposta a come vanno davvero le cose. Durante un esercizio fisico ad alta intensità c’è una emissione di catecolamine e adrenalina (sottoforma di epinefrina e norepinefrina). Questa produzione ormonale agisce direttamente sul cuore e sui vasi sanguigni. Ci sono inoltre differenti recettori nella periferia del corpo che rispondono a questi ormoni in modo diverso. Durante un allenamento H.I.T. questi ormoni agiscono sui vasi sangugni agiscono sui vasi sanguigni nella circolazione sanguigna nell’intestino e nel fegato, causando vasocostrizione, il che significa che i vasi sanguigni in quell’area riducono il flusso di sangue circolante. Ma i recettori sui vasi sanguigni nei muscoli che stanno lavorando e nel sistema respiratorio fanno esattamente l’opposto: si dilatano e permettono l’entrata di più sangue in quella precisa area per supportare la muscolatura che sta lavorando. Quindi l’effetto diretto è più vasodilatazione e non vasocostrizione e inoltre la resistenza periferica vascolare è quindi più bassa. Questo significa che il cuore deve pompare contro meno resistenza. Unisci questo al fatto che i muscoli che si stanno contraendo con un allenamento H.I.T. spreme il sangue venoso tramite il cuore. Questo incremento del ritorno venoso incrementa la quantità di sangue che viene immessa nel lato destro del cuore che determina direttamente la quantità di sangue che viene emessa dal lato sinistro. Quindi la fuoriuscita di sangue dal cuore è in realtà aumentata a causa del ritorno venoso causato da potenti contrazioni muscolari. Ora, se mi hai seguito sin qui, la quantità di sangue emessa dal ventricolo sinistro quando il cuore si contrae, quando il cuore si rilassa, questa quantità ritorna indietro attraverso l’aorta grazie alla valvola chiusa dell’aorta. Alla base della valvola aortica ci sono piccoli fori che si aprono nelle arterie coronariche in grado di supportare con il sangue il muscolo cardiaco. Quindi aumentando il flusso di sangue del ritorno venoso, incrementerai anche la quantità di sangue che viene emessa dal ventricolo sinistro che incrementa a sua volta la quantità di sangue che giunge alle arterie coronarie. Quindi l’allenamento ad alta intensità non solo riduce la resistenza vascolare periferica a causa della dilatazione dei vasi sanguigni nella muscolatura che sta eseguendo lo sforzo, stai anche aumentando il ritorno venoso che aumentando a sua volta la pressione diastolica sul lato sinistro del cuore che quindi aumenta il flusso di sangue nelle coronarie e ci consente di compiere un più alto grado di sforzo grazie a questo aumento di flusso sanguigno. Quindi questo tipo di esercizio fisico è il più sicuro che può essere eseguito da persone con problemi cardiovascolari.

D: Ci sono inoltre molti studi che indicano che l’allenamento ad alta intensità non aumenta i livelli di pressione al di sopra dei valori di sicurezza e che gli allenamenti H.I.T. siano più sicuri rispetto ad una corsa sul tapis roulant.

R: Esatto, e questo emerge dallo studio condotto da Meyer nel quale veniva monitorata la pressione nei pazienti e c’è un articolo del 1987 in cui uno studioso di medicina dello sport intitolato “Risposta fisiologica ad allenamenti coi pesi a circuito in persone ipertese”. Questo è l’articolo a cui in realtà mi stavo riferendo quando dicevo che la pressione sanguigna non è poi così alta come sembra durante gli allenamenti. Quello che accade quando si misura la pressione con una macchinetta tradizionale e un muscolo attivamente contratto è che la macchinetta misurerà non solo la pressione effettiva nei vasi sanguigni ma anche quella intra-muscolare causata dalla contrazione; questo causa un errore nella rilevazione. Se vuoi davvero conoscere il valore della pressione sanguigna sotto sforzo necessiti di un monitoraggio emodinamico, posizionando un catetere che misuri la pressione arteriosa nella aorta. In questo modo non avrai una rilevazione falsata e così potrai davvero determinare cosa sta succedendo. Ecco perchè questi studi sono così importanti: osservano le misurazioni fatte con questo catetere e non i dati presi con una macchinetta della pressione mentre una persona contrae il bicipite.

D: Ecco perchè quando una persona viene da te, da me o da altri tecnici H.I.T. e viene fatta allenare con questa metodologia ha già fatto tutto quello di cui necessita per migliorare e tenere sotto controllo il suo sistema cardiovascolare.

R: Secondo me si. Penso che la cosa più importante da comprendere è che il miglioramento del ritorno venoso è notevole, perchè il grado di miglioramento di quest’ ultimo è il grado con cui migliori il flusso sanguigno arterioso. Ecco perchè penso che l’allenamento per la forza in persone con problemi cardiovascolari sia più salutare rispetto ad allenamenti aerobici, perchè visto che  l’allenamento aerobico è meno intenso esso alzerà la richiesta di ossigeno per i muscoli e per il cuore. Le contrazioni muscolari in questo tipo di allenamento non saranno così intense e non miglioreranno il ritorno venoso quasi per niente rispetto ad un allenamento per la forza. Stai dunque incrementando la richiesta di ossigeno, ma la quantità di sangue venoso di ritorno al cuore non è così elevata. E inoltre l’afflusso di sangue alle coronarie non è così grande. Si viene a creare dunque una situazione in cui può esserci una discrepanza tra la richiesta di ossigeno e la quantità che si riesce a fornire al corpo tramite le coronarie (questo può causare ischemie, dolori al petto e aritmie, situazioni che sono estremamente pericolose). In uno studio di un signore chiamato Daub, pubblicato sul Journal of Cardiopulmonary Rehabilitation, alcuni scienziati sottoposero persone che avevano appena superato un infarto ad allenamenti pe
r la forza. Quando analizzi l’articolo in maniera approfondita, si nota che il numero di persone nel gruppo che aveva eseguito allenamenti in palestra che aveva percepito dolori al petto o aritmie era ridotto ad una persona sola. E quella persona aveva una malattia che rendeva il suo cuore aritmico. Nel gruppo allenato con allenamenti aerobici, 31 dei 43 elementi aveva percepito sintomi come dolori al petto e aritmie. Anche se in questo studio gli scienziati non conclusero ciò, penso che gli allenamenti coi pesi abbiano aumentato il flusso sanguigno coronarico e abbiano contribuito a proteggere i pazienti da rischi cardiovascolari, mentre gli allenamenti aerobici non hanno aumentato il ritorno venoso e quindi i pazienti hanno percepito segnali come dolori al petto e aritmie. Quindi penso che in futuro anche i più scettici daranno credito all’idea che gli allenamenti per la forza siano preferibili rispetto agli allenamenti aerobici.

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