L’approccio alternativo Heavy Duty e Kung Fu

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Il seguente articolo è stato scritto da Burton Richardson ed è apparso nell’edizione di novembre di “Inside Kung Fu”. E’ grazie al suo permesso che questo articolo viene postato in memoria del grande Mike.

Qualche anno fa, scrissi un articolo diviso in due parti sul lavoro di Mike Mentzer, leggenda del bodybuilding. Mentre stavo tenendo un tour di seminari in Sud Africa, ebbi l’occasione di conoscere molti praticanti di arti marziali che avevano ottenuto risultati strabilianti. Ho allenato Morne Swanepoel, il mio atleta rappresentativo del Sud Africa con questa metodologia, ed i suoi enormi progressi mi hanno convinto a condividere la filosofia di allenamento di Mike con i lettori di “Inside Kung Fu”.

Mentre tornavo a casa alle Hawaii, fui davvero felice di sapere che Mike mi aveva chiamato mentre ero fuori casa. Lo richiamai e mi disse che era emozionato per delle riprese che avrebbe dovuto tenere.

Stava per creare un video riguardante la sua filosofia di allenamento e la sua corretta applicazione, sarebbe stato venduto in tutto il mondo. Mike voleva procurarsi i miei precedenti articoli per poterli utilizzare sul suo sito web ed incoraggiare i lottatori a migliorarsi usando l’Heavy Duty.

Abbiamo fatto davvero una bella chiacchierata, quasi come quella che avevamo fatto sei mesi prima. Mike voleva sapere sempre come stavano procedendo i miei allenamenti, come stavano evolvendo i miei insegnamenti ed inoltre voleva tenermi aggiornato riguardo alle ultime scoperte che aveva fatto nel tentativo di comprendere meglio la scienza dell’allenamento.

Tutto questo accadde un venerdì. Il lunedì seguente chiamai Mike e lasciai un messaggio nella sua segreteria. Trovai strano il fatto che non mi richiamò entro 24 ore come solitamente accadeva. Pensai che fosse occupato con il video che stava producendo e non avesse tempo di richiamare. Mi sbagliavo. Mike aveva avuto un attacco di cuore nel week end ed era deceduto. Aveva solo 49 anni. Con questo articolo vorrei rendere omaggio al grande Mike ed al sistema da lui ideato chiamato Heavy Duty che lo ha reso una leggenda nel mondo del bodybuilding.

All’inizio degli anni ’90 iniziai a leggere articoli di Mike riguardanti il suo “Heavy Duty”. Era tutto così logico anche se la maggior parte dei suoi dettami andavano contro ai principi del body building conosciuti sino ad allora. Abitavo nella zona ovest di Los Angeles e mi allenavo alla Gold’s Gym nel quartiere di Venice, nella quale anche Mike allenava i suoi clienti. Programmai una seduta con Mike ed egli cambiò definitivamente il modo di approcciare all’allenamento coi pesi.

Ero il tipo di persona che andava in palestra 4-5 giorni per settimana e mi allenavo per almeno un’ora per seduta. Se dovevo girare dei film aumentavo la durata degli allenamenti da un’ora ad un’ora e mezza 5 giorni per settimana, inoltre correvo in aggiunta per 20 miglia ogni settimana. Ovviamente questo era un supplemento ai miei allenamenti di arti marziali. Notavo che nonostante mi allenassi davvero duramente non ottenevo grandi risultati. Avevo raggiunto uno stallo che non riuscivo ad oltrepassare.

Mi ricordavo inoltre che quando avevo 25 anni circa mi allenavo pochi giorni per settimana ma ero molto più forte. Iniziai a pensare che il problema fosse l’età e la dieta vegetariana che stavo tenendo, ma non avevo intenzione di cambiare nessuna delle due cose.

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Burton Richardson insegnante di Kung Fu

Avrei solamente dovuto accettare il fatto che non sarei mai tornato forte come quando ero più giovane. Una seduta con Mike fu sufficiente per capire che era l’allenamento il problema.
        Burton RichardsonIl primo principio che Mike mi inculcò nella mente fu che era necessario progredire negli aumenti di forza. Mi spiegò che ci sono tre fasi nella crescita muscolare: stimolo, recupero e crescita. Quando stressi a sufficienza i muscoli, li hai stimolati a crescere. Nota che lo stimolo deve essere sufficiente, e c’è un modo ottimale per essere sicuri che lo sia. Se vuoi uno stimolo massimo devi sollevare i pesi fino al punto in cui non riesci a sollevare più il carico che stai utilizzando. Adesso che hai messo il corpo in condizione di crescere, i tuoi muscoli attraversano una fase di recupero dove il “danno” sarà ricucito. Una volta completato questo, il muscolo inizia la fase di crescita vera e propria, ovvero diventerà più forte e più grosso in preparazione alla successiva seduta di pesi.

Il ragionamento era logico e scientifico. Adesso pensa a questo: per rendere tutto questo il più efficiente possibile, dovrai fare in modo di rendere la fase di recupero più corta possibile e la fase di crescita più lunga. Più stai in recupero, meno tempo avrai per la crescita. Ecco dove eccelleva il metodo di Mike.

Sottolineava sempre che se alleni i bicipiti per un set fino al cedimento ( punto in cui non sei in grado di eseguire un’altra ripetizione), hai stimolato a sufficienza la crescita muscolare. Più pesante sarà il peso e minori saranno le ripetizioni, più alto sarà lo stimolo alla crescita impartito (Mike solitamente mi consigliava di eseguire una serie tra 6-8 ripetizioni al cedimento).

Se hai stimolato il muscolo a crescere, non c’è motivo di eseguire altre serie! I muscoli hanno già ricevuto il messaggio ed hanno iniziato già la fase di recupero. Questo significa che invece di eseguire 3-12 serie per distretto muscolare, dovresti fare solo una serie efficiente. Se continui ad eseguire serie, stai facendo più “danno” e allungando il periodo di recupero. In altre parole, una serie ad alta intensità è meglio rispetto a molte serie a bassa o alta intensità.

Questo renderà la fase di recupero più corta. Ma cosa dovresti fare per allungare la fase di crescita? Allenarti meno frequentemente.
Se il muscolo è ancora nella fase di crescita e lo alleni di nuovo lo riporterai nuovamente nella fase di recupero. Per la maggior parte delle persone è funzionale allenare lo stesso distretto muscolare ogni 7-10 giorni.

Questo significa che se alleni i bicipiti di lunedì, non dovrai fare altro fino al lunedì seguente o anche più in là, in base alle tue capacità di recupero. Questo potrebbe sembrare non abbastanza ed è quello che pensavo anche io. Avevo la mentalità del “più è meglio”, ma come Mike mi ricordava sempre, “Se due aspirine sono efficaci per te, perchè non prenderne 4,8 o 20?”.

L’ideale è allenarsi il minimo indispensabile per ottenere grandi risultati. Tutto ciò che fai in più ti porterà al sovrallenamento, che ti darà risultati non ottimali. Non stavo ottenendo grandi risultati con la mia vecchia routine perchè ero pesantemente sovrallenato. Il mio corpo non ha mai avuto la possibilità di recuperare dagli allenamenti precedenti, dunque non è mai diventato più forte.

Dopo essere passato al programma di Mike, passai dall’allenarmi per un’ora e mezza, 5 volte per settimana, a 45 minuti totali in una settimana!. E indovinate cosa è successo? Diventai più forte. Inutile dirlo, sono stato un grande supporter di Mike da quel momento in avanti.
Decine di migliaia di persone nel mondo hanno avuto benefici grazie al lavoro di Mike, e sono sicuro che molte altre ne avranno in futuro. Ho sottolineato solo qualcuno dei punti su cui si basa questa metodologia in questo articolo, ma i suoi libri sono ancora disponibili e vi consiglio di acquistarli finchè rimarranno in stampa. E’ stato un peccato perdere un così buon amico e mentore ad un’età così giovane.

Mike voleva aiutarmi nella ricerca con la JKDU, come del resto aveva fatto aiutando molte persone a raggiungere gli obiettivi prefissati. Mi manca molto, ma sono felice che abbia vissuto davvero una vita piena.

Era capace di cambiare la visione delle persone riguardo al loro modo di agire, come del resto noi stiamo cercando di cambiare il modo di approcciare all’allenamento per le arti marziali.

Ricordo il mio amico con affetto e sorrido se penso ai ricordi che abbiamo condiviso insieme. A vissuto a suo mod ed ha reso migliaia di persone migliori grazie ai suoi sforzi.
Grazie ancora Mike, ti ricordo ogni volta che entro in palestra.

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