Motivazione e sforzo parliamo sempre di Alta Intensità nel Bodybuilding

La motivazione è un elemento chiave nelle tecniche di allenamento ad alta intensità. Leggiamo le parole di Mike Mentzer in proposito.

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motivazione sforzo allenamento

D: Mi piace allenarmi duramente ogniqualvolta mi alleno; però qualche volta mi sembra di non avere la motivazione necessaria per allenarmi duramente e fare un workout produttivo. Mike raccomanda qualche cosa per aiutarci col trovare la motivazione?

R: Allenarsi duramente non richiede solo una forte motivazione ma anche, come Mike spesso sottolineava, un coraggio fisico e mentale. E’ vero che un corpo bel allenato e in forma è capace di allenarsi al massimo praticamente sempre, allora perchè spesso non riusciamo a trovare le energie necessarie?

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La motivazione nel Bodybuilding è importante come nella vita

Mike pensava che gli allenamenti al cedimento richiedessero una grande quantità di energia corporea e sul meccanismo di adattamento, la mente era quasi programmata per ostacolare questo sforzo. Visto questo, noi ci siamo evoluti da un ambiente di caccia e raccolta in cui l’energia era scarsa, eravamo obbligati a conservarne il più possibile. Questa attitudine ha resistito per molte generazioni ed è una delle ragioni per cui la nostra specie è riuscita a sopravvivere.

Conseguentemente, tutti noi almeno una volta abbiamo percepito di non essere in piena forma per eseguire un allenamento dando il massimo.

Mike usava una pratica quando aveva un cliente in palestra che si sentiva stanco e senza forze, quasi sembrava una scusa per non allenarsi. Gli individui che non riescono quasi a concentrarsi sul dove siano in quel momento e cosa stiano facendo, se solitamente eseguono 10 ripetizioni di curl con bilanciere, ne arriveranno ad eseguire a malapena 5. Prima che questo cliente prendesse in mano il peso, Mike lo fulminava con uno sguardo e diceva “Impugna quel bilanciere ed esegui il curl per 10 volte oppure ti rompo il culo”.

Cosa succedeva? Il cliente non ne faceva solo 10 ma arrivava a 15.

La ragione di tutto ciò era che loro riuscivano a smuovere le loro riserve energetiche tramite la motivazione e il desiderio di mantenere un certo risultato. Secondo Mike: “Più valore diamo a qualcosa, più motivazioni avremo nel raggiungere quel qualcosa. E’ il concetto di vita che da significato al concetto di valore. Quando un valore viene posseduto, scoprirai che possiedi un potenziale di sforzo che non sapevi nemmeno di avere. E’ pazzesco quello che puoi fare quando la tua vita o qualcosa legata ad essa dipende direttamente da quel valore. Più valore dai al raggiungimento di un corpo muscoloso, più volentieri cercherai di raggiungerlo, dunque la motivazione non sarà un problema.

Stabilendo ciò,  un valore richiede alla persona di concentrarsi sulla sua consapevolezza, lucidità e intelligenza per fare una scelta, compiere uno sforzo. Sei il responsabile del tuo stesso destino, sia che tu lo realizzi o meno e sia che tu agisca o no. Solo tu puoi trovare le motivazioni per spingerti al massimo con lo sforzo per raggiungere il tuo potenziale genetico come bodybuilder. Nessun altro lo può fare per te.

Sviluppando un proprio pensiero sullo sforzo basato su principi oggettivi, esso richiederà tempo e dedizione, ma la ricompensa vale molto più di tutto ciò. Quando la filosofia prende forma, crescerai in modo direttamente proporzionale alle tue motivazioni  e la tua potenza e carisma influenzerà tutti coloro con cui entrerai in contatto. Non puoi solo pensarci, devi farlo. Allora prendi coscienza dei tuoi mezzi per raggiungere i valori e i tuoi obiettivi. Sii un campione nelle scelte e sforzati per raggiungere il fisico che hai sempre sognato”.

Come si allena oggi Mike?

D: So come si allenava Mentzer quando gareggiava, si allenava 3-4 volte per settimana con fino a 5 serie per muscolo. Dopo aver iniziato ad allenare e prendere appunti sui suoi clienti, ha consigliato agli atleti di non allenarsi più di una volta ogni 4-7 giorni e spesso con una sola serie per gruppo muscolare. Ha conosciuto Mike molto bene e parli con lui spesso. Sono curioso, pensi che se fosse vivo e stesse ancora gareggiando si allenerebbe con meno volume e frequenza rispetto a quanto faceva in passato?

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Posa di schiena del grande Wheeler

R: Ne sono sicuro. Infatti una volta mi disse che “anche se ero un predicatore di allenamenti meno lunghi e frequenti (durante gli anni ’70), se ho fatto un errore durante quel periodo è stato quello di essere molto sovrallenato”. Inoltre in una delle sue ultime interviste Mike commentò questo fenomeno:

“Con la conoscenza che ho oggi, sicuramente non mi allenerei come feci 20 anni fa. Ciò che ho imparato in questi 20 anni è che l’allenamento coi pesi è molto molto più stressante rispetto a quando venga considerato dalla maggior parte dei bodybuilder. Sollevare pesi pone uno stress sul corpo che potrebbe essere illustrato in questo modo: immagina una linea dritta disegnata su un pezzo di carta da sinistra a destra; questa rappresenta uno sforzo nullo. Ora immagina una curva che parte dalla linea dritta, essa rappresenta lo sforzo a vari livelli: ti alzi dal letto ogni mattina, ti fai la doccia, ti lavi i denti, cammini fino alla macchina, guidi fino al lavoro e così via. Questi sono piccoli sforzi che causano un innalzamento lieve di questa curva. Poi vai in palestra ed esegui una serie di squat pesante al cedimento. Tutto d’un tratto la linea ondulata scatta verso l’alto fuori dal foglio, esce dalla porta e arriva fino alla strada. La distanza tra la linea dritta e la punta di quella ondulata rappresenta non solo l’intensità e la richiesta energetica molto più alta eseguendo lo squat ma anche quanto si è andati a scavare nelle risorse dedicate al recupero rispetto alle azioni che solitamente eseguiamo tutti i giorni.

Ricorda che l’idea che sta alla base dello stimolo muscolare non è che più è meglio o meno è meglio ma che la precisione è l’ideale. E ciò che ho imparato dall’aver allenato più di 2000 persone più me stesso, la quantità giusta di esercizio necessaria per stimolare la crescita non è così elevata come molti di noi hanno sempre pensato. Ricorda, l’atteggiamento corretto nell’allenamento di bodybuilding non è andare in palestra e scoprire quante serie riesci a fare o quando a lungo puoi resistere. Invece, l’idea è di andare in palestra come individuo informato e razionale e fare solo la quantità precisa di esercizio richiesta per stimolare la crescita, niente di più. Una volta che hai svolto ciò, il tuo corpo necessita di tempo per costruire i muscoli che l’allenamento ha stimolato, quindi esci dalla palestra, vai a casa, riposa e cresci. Ancora una volta, l’allenamento ideale non è considerato come un allenamento di resistenza.”

Ho ripreso le parole che Mike mi disse nel 1995 (l’ultima volta che ci cimentammo insieme in un allenamento serio), praticava ciò che predicava; era all’80% della sua forma ottimale, così lui diceva. I suoi allenamenti per le gambe duravano solo 6 minuti, mentre quelli per la parte superiore duravano 15 minuti. Si allenava con una split routine simile a quella contenuta nel libro “High Intensity Training: The Mike Mentzer’s Way”, in media una volta ogni 4-7 giorni.

Ricominciare a crescere ancora

D: Ho un amico che sta cercando di allenarsi con più intensità ma non sta facendo progressi. Quale pensi che sia il problema?

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La motivazione in palestra è tutto

R: Ci sono molti fattori da considerare. Per prima cosa, il tuo amico si sta allenando abbastanza intensamente? Si sta allenando al cedimento? Secondo Mike:

“La maggior parte dei bodybuilder si allena con sufficiente intensità, anche se ho avuto una parte di clienti che mi pagavano per delle consulenze telefoniche che giungevano a Los Angeles per una supervisione dal vivo e scoprivo che non si allenavano al cedimento, sia perchè avevano frainteso il concetto e/o perchè erano spaventati dall’allenarsi a quel grado di intensità.”

Tipicamente comunque, come spiega Mike, l’ultima ripetizione di una serie è in realtà la serie più sicura che un atleta possa eseguire, visto che le forze di slancio sono talmente ridotte al punto da essere davvero troppo basse per agire sui muscoli, premesso che si stia utilizzando un’esecuzione corretta. Se l’intensità è abbastanza alta ma l’atleta non sta avendo progressi, Mike avrebbe sicuramente controllato i parametri di volume e frequenza. Ecco cosa disse Mike su questi due importanti principi dell’allenamento ad alta intensità:

“Più spesso di quanto si creda, coloro che non hanno risultati soddisfacenti con allenamenti H.I.T. eseguono troppo esercizio sia come volume che come frequenza. In quei casi la prima cosa da fare è fermarsi per due settimane in modo che il corpo abbia la possibilità di recuperare; poi bisogna regolare volume e frequenza riducendo entrambi i parametri finchè non si iniziano a fare progressi. Quanto è possibile diradare gli allenamenti? Ho un cliente che esegue 2 serie ogni 10 giorni e ha guadagnato più di 15 kg di muscoli in un anno”.

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