Mr. Heavy Duty Mike Mentzer

Mr. Heavy Duty - mike mentzer
Mr. Heavy Duty Mike Mentzer
Mr. Heavy Duty Mike Mentzer

Conobbi Mr. Heavy Duty Mike Mentzer nell’inverno del 1978 durante una visita ad un amico. Iniziammo insieme ad allenarci a 15 anni. Durante quella visita, mi mostrò con orgoglio la sua collezione di riviste del settore e subito una di queste colpì la mia attenzione… un’edizione di “Muscle Builder” del 1976 in cui appariva un uomo enorme in copertina che avrebbe potuto essere facilmente scambiato per Ercole in persona! Acquistai questa rivista e mi diressi subito verso casa per divorarne i contenuti. Incredibilmente, su questo magazine c’era un ragazzo che promuoveva un sistema di allenamento così lontano da quelli in voga!

Fin quando rimasi schiavo per 3 mesi con una scheda basata sui programmi di Frank Zane (12 serie per muscolo, 5 giorni settimanali) non vidi risultati nonostante i miei sforzi. Questo era “il metodo”, cosa potevo contestare a riguardo? Invece Mike demolì rapidamente tutte le credenze e i falsi miti in maniera scientifica alla radice! Ero davvero intrigato dall’approccio alla questione di Mike, e immediatamente divenni un suo fan, comprando qualunque cosa contenesse in copertina la sua faccia. La collezione di articoli di Mike superò rapidamente quella di Bruce Lee, che comunque era molto vasta. Un giorno poi mio padre entrò in un piccolo negozio di bodybuilding dall’altra parte della città (Adelaide, Australia) che importava parecchi prodotti dall’America, e il migliore tra questi fu sicuramente il libro di Mike Mentzer “Heavy Duty”! Nonostante avessi letto praticamente di tutto sul mondo del bodybuilding, abbracciai da subito l’Heavy Duty perchè aveva un senso logico. Di lunedì e giovedì allenavo gambe, petto e tricipiti. Di martedì e venerdì invece schiena, deltoidi e bicipiti.

Quando avevo 18 anni ricevetti un’incredibile notizia: Mike Mentzer stava per venire in Australia! Accadde pochi mesi prima della debacle del 1980 che cambiò il destino di Mike e la mia percezione delle competizioni. Ero così emozionato dall’idea di incontrare il mio eroe all’aeroporto, persi la voce letteralmente il giorno in cui arrivò. Ero devastato, ma nonostante ciò riuscii ad ottenere un autografo sul suo libro e su un disegno fatto da me che lo ritraeva. Ciò che mi impressionò subito fu il pettorale di Mike, che da tutti veniva considerato il suo punto carente. Era impressionante. Pensavo tra me e me che se quello era il gruppo muscolare peggiore, chissà quello migliore! Un’altra cosa che mi colpì molto furono i suoi polpacci, erano enormi!

Più tardi in quell’anno accadde qualcosa di bizzarro: Arnold riconquistò il titolo di Mr. Olympia, Mike arrivò al quinto posto e per quanto mi riguarda le competizioni di bodybuilding persero di ogni tipo di interesse. Ho avuto modo di parlare con coloro che videro la gara e mi confermarono tutti che fu una vera truffa. Poco dopo Mike sparì dalla scena, e apparte un breve periodo in cui pubblicò il suo megazine “Workout” del 1983, scomparì. Continuai ad allenarmi in modalità Heavy Duty ma aggiunsi un giorno di riposo extra. Nonostante avessi solo 20 anni, l’aggiunta di un giorno in più di recupero mi faceva sentire molto meglio. Ecco come procedetti dunque nei miei allenamenti degli anni ’80. Utilizzai anche saltuariamente delle full-body H.I.T. seguendo i dettami di Arthur Jones. Essendo l’unico che utilizzava queste tecniche nella mia zona, dovetti procedere da solo nel trovare il protocollo giusto per continuare a progredire.

Ad inizio anni ’90 tornai all’università e contemporaneamente Mike tornò alla ribalta come preparatore. Mike stava riscrivendo il suo libro “Heavy Duty”, quindi lo chiamai per ordinarlo e per discutere con lui. Fu grandioso ascoltare di nuovo la sua voce, Mike sembrava più sicuro che mai riguardo alla validità del suo sistema,, basato su una comprensione migliore dei principi cardine che stanno alla base dell’allenamento attraverso la sperimentazione su molti clienti. Anche se ero un seguace da tempo del sistema Heavy Duty, Mike mi stimolò moltissimo nel continuare a progredire. Risparmiai del denaro nonostante fossi un povero studente universitario e nel 1995 divenni un cliente telefonico di Mike. Questo accadde durante i test che Mike eseguì prima di pubblicare “Heavy Duty II: Mind & Body”. Mi offrì anche di entrare in affari con lui vendendo il suo libro in Australia, ma dovetti rifiutare perchè ero molto preso con gli studi. Stava sperimentando nuovi protocolli e mi disse: “Sei parte di un esperimento”. Poco tempo dopo uscì il secondo capitolo della saga e fu un successo per me e per molte altre migliaia di persone in tutto il mondo.

A fine anni ’90, contattai il miglior cliente di Mike, Aubrey Francis. Aubrey eseguiva 2 serie per ogni allenamento usando la routine di consolidamento ideata da Mike ogni 7-10 giorni e diventava sempre più grosso e forte! Ciò suscitò il mio interesse e poco dopo Mike mi mise in contatto con il dottor David Staplin, che stava utilizzando con successo la routine di consolidamento. Mike mi spinse a provare la sua ultima inclinazione dell’Heavy Duty, così passai a questa routine di consolidamento anche io. Ogni domenica pomeriggio facevo un sonnellino per essere al 100% e eseguivo il mio allenamento. E nonostante i progressi furono notevoli durante il mese in cui la eseguii, il desiderio mentale di entrare in palestra si faceva via via crescente, quindi tornai ai programmi di allenamento più vecchi. Penso di possedere una capacità di recupero più rapida rispetto alla maggior parte delle persone, visto che per me allenarmi con una frequenza maggiore rispetto ai dettami Heavy Duty mi ha portato ad ottenere dei buoni risultati.

Il 9 giugno 2001, scrissi a Mike dicendogli che un sito web aveva pubblicato un’analisi negativa sull’Heavy Duty falsificando addirittura alcuni dati. La mattina seguente scoprii che Mike era deceduto. Rimasi scioccato. Nel frattempo avevo avuto un figlio ed eravamo soliti passeggiare ogni giorno nel parco insieme. Per le settimane successive alla morte di Mike, le camminate erano contornate di lunghi silenzi. Non riuscivo ad immaginare che Mike fosse morto. Mi servirono due settimane solo per dirlo a mia moglie! Lei sapeva quanto Mike contasse per me. Non riuscivo a trovare le parole per dirglielo.

Fortunatamente, una lieta notizia fu la nascita di una bella amicizia con l’erede di Mike Mentzer, Joanne Sharkey. Lei mi supportò durante questo periodo orribile della mia vita e continuiamo tuttora a mantenerci in contatto, nonostante i nostri impegni di lavoro: lei manda avanti infatti l’azienda legata al nome di Mike Mentzer, io sto invece studiando per ottenere la seconda laurea. Joanne riuscì a sapere che la mia fu una delle ultime e-mail che Mike lesse prima di morire. Mi sentii meglio dopo aver saputo ciò. Mike influenzò entrambe le nostre vite, e ci rese persone migliori.

Gli insegnamenti di Mike rimangono con me; mi hanno portato ad un aspetto fisico nettamente migliore rispetto al 1977, quando sembravo poco più di uno scheletro. I miei allenamenti sono molto lontani da come erano prima, a causa dell’aumento incredibile dei carichi che ebbi nel tempo e dei livelli di intensità che riesco a generare. Attualmente tre serie per allenamento sono il massimo che riesco a sopportare. Sei minuti così intensi da portarmi al limite delle mie capacità. E continuo a progredire di allenamento in allenamento!

Ci sono moltissimi atleti che seguono i sistemi di allenamento di Mike Mentzer e il numero continua tuttora a crescere. Ogni giorno ricordo quanto avesse ragione Mike riguardo al bodybuilding. Lui era un uomo, a volte sbagliava, ma nella maggior parte dei casi aveva sempre ragione. Mike era un pensatore. Il suo obiettivo finale era quello di permettere agli altri di pensare con la loro testa. Se Mike ci ha lasciato qualcosa, questo è proprio il fatto che ogni aspetto dell’allenamento e della vita deve essere analizzato in maniera critica e non semplicemente accettato passivamente. La rivista che acquistai da ragazzo fu il catalizzatore che cambiò definitivamente la mia vita. Ho avuto un maestro meraviglioso, uno che mi ha insegnato parecchio.

Per chi parlasse inglese e volesse maggiori informazioni direttamente leggendo dal sito di Mike può collegarsi direttamente cliccando qui

Qui di seguito vi lascio con un video a cura del grande Mike

 

 

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